giovedì 22 gennaio 2015

STRAGE CHARLIE HEBDO: POLIZIOTTO NON È STATO FREDDATO CON UN COLPO ALLA TESTA

Bastava poterla vedere quella porzione di video e analizzarla con calma per capire che il poliziotto francese non veniva colpito alla testa dal sicario islamico che gli spara. 

Ma tutte le TV, e la quasi totalità della rete, quel video lo hanno tagliato, coperto o sfumato, perché loro, i padroni dell’informazione, ci vogliono bene, pensano al nostro benessere psicologico e non vogliono traumatizzarci con immagini violente...

Torneremo su questo punto alla fine, ma ora analizziamo con cura questo brevissimo spezzone, che precisiamo subito, NON contiene scene cruente o scioccanti:



1) Come si vede chiaramente, la testa del poliziotto non subisce alcun contraccolpo al momento dello sparo. Al contrario un proiettile di quelle dimensioni che si muove a quella velocità e da una distanza così ravvicinata provocherebbe un violento contraccolpo alla testa della vittima. Questo è un principio elementare della fisica ovvero della legge di conservazione della quantità di moto.

2) Se il poliziotto fosse stato colpito alla testa da un proiettile calibro 7,62 sarebbero state subito evidenti sul marciapiede grandi quantità di sangue e di materia cerebrale, che invece sono del tutto assenti.

3) Circa 30 cm davanti alla testa del poliziotto si vede molto bene l’impatto del colpo sul marciapiede con tanto di nuvoletta di polvere che si alza.

4) Nella porzione di video precedente si vedono i due sicari islamici che sparano in direzione del poliziotto (che però è fuori campo) ed è probabile che proprio in quel momento il poliziotto abbia subito le ferite mortali, tanto da cadere a terra, ma di sicuro non è stato freddato con un colpo alla testa nella scena che qui vediamo.

No. I media, la TV, i giornali e la rete, non hanno censurato quella porzione di video perché hanno a cuore il benessere emotivo degli spettatori, soprattutto di quelli più fragili come i bambini. 

No. Hanno oscurato quel video semplicemente perché con un minimo di attenzione si riusciva a capire che il poliziotto non veniva colpito alla testa. Ma questo non sarebbe stato abbastanza "spettacolare": meglio coprire, così dietro quel bollino nero si può immaginare la scena più cruenta e indicibile e provocare, nel modo desiderato, le paure e gli istinti più irrazionali degli spettatori.

Per "indagare" sui  crimini di cronaca nera si fanno decine di speciali televisivi per mesi sui dettagli più osceni e turpi. Invece questa strage, che avrà ripercussioni politiche e sociali enormi,  non solo non ha meritato nemmeno una piccola indagine su 10 secondi di filmato, ma addirittura si è guadagnata una censura grottesca e mistificatrice.

Come credere che i padroni dell'informazione possano preoccuparsi della salute emotiva degli spettatori quando le TV sono piene ogni giorno di ore ed ore di trasmissione morbose e macabre che parlano di assassini e tragedie di ogni tipo e quando decine di canali trasmettono in continuazione serie televisive necrofile piene di serial killer, criminali, psicopatici, omicidi, assassini, depravati, sadici e sanguinari?

Sono forse delle rappresentazione inconsce dei crimini reali che la borghesia capitalista compie in ogni parte del mondo e che le religioni replicano e rinforzano all’infinito per far vivere l’umanità nel terrore e nella sottomissione?

UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico

www.uaacs.it
www.antireligione.com
www.charliehebdouncensored.blogspot.it
uaacs.europa@gmail.com

Ringraziamo il sito http://stormcloudsgathering.com per il video
(sottotitoli e traduzione dal francese a cura dell’UAACS)

lunedì 19 gennaio 2015

IL PUGNO DI PAPA FRANCESCO. BERGOGLIO GIUSTIFICA LA STRAGE DI CHARLIE HEBDO: NORMALE LA REAZIONE VIOLENTA CONTRO CHI FA SATIRA RELIGIOSA

Il 15 gennaio 2015, durante la conferenza stampa nell’aereo in volo per Manila, Bergoglio risponde alla domanda di un giornalista francese, dichiarando esplicitamente di riferirsi alla strage di Parigi (“lei è francese? Andiamo a Parigi, parliamo chiaro”), con tanto di ghigno compiaciuto e senza mai nominare Charlie Hebdo, come si trattasse di qualcosa di impuro.

Bergoglio, dopo aver fatto una fin troppo ovvia e quindi sospetta difesa della libertà di espressione, elenca una serie infinita di “ma”, di “paletti” alla stessa, mentre giustifica le reazioni violente contro chi fa satira religiosa, con queste testuali parole:

“Ma senza offendere, perché è vero che non si può reagire violentemente, ma se il dottor Gasbarri, grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, gli aspetta un pugno!(fa il gesto di dare un pugno muovendo tutto il braccio) Ma è normale, è normale!” 

(Bergoglio si contraddice palesemente: prima afferma che non si può mai reagire con la violenza, ma subito dopo la legittima (“un pugno”), nel caso qualcuno “offenda la madre”, che fuori di metafora vuol dire che è giustificabile la reazione violenta contro Charlie Hebdo, tanto che aggiunge per ben due volte “è normale, è normale”, parola che ha un significato inequivocabile: qualcosa di scontato e legittimo. 
Poi continua:

“Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri! Non si può prendere in giro la fede!... Tanta gente che sparla le altre religioni o le religioni, le prende in giro, ma diciamo “giocatolizza” la religione degli altri, ma questi provocano e può accadere quello che accadrebbe al dottor Gasbarri se dice qualcosa contro mia mamma, no. Non so, c’è un limite.”

E’ evidente l’invito ai legislatori a mettere fuori legge la satira sulle religioni (“non si può” ripetuto tre volte), descrivendola come una provocazione che deve avere un limite: senza questo limite sono inevitabili le reazioni violente (“quello che accadrebbe al dottor Gasbarri se dice qualcosa contro mia mamma”).

“Ogni religione ha dignità… e io non posso prenderla in giro. E questo è un limite... Nella libertà di espressione ci sono limiti, come quello della mia mamma…”

Ecco il video:



UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico


(22/01/2015) - Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Campedelli Angelo, coordinatore del Circolo UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) di Verona:

PAPA E TERRORISMO
Se insulti la mia mamma, ti aspetta un pugno.

Il papa ha mandato un perfetto assist al terrorismo religioso. Il papa non poteva fare un regalo migliore al terrorismo islamico. Il papa ha sdoganato il terrorismo. Basta fare una semplice equazione: se insultare la mamma ci si deve aspettare un pugno ("Ma é normale!"), è logico ritenere che insultare Dio, o Maometto, o la religione equivale (in proporzione) ad aspettarsi un kalashnikov. Insomma: una blasfemia val bene una pallottola.
Non mi chiedo quale fine abbia fatto il “valore” cristiano del “porgi l’altra guancia” (non ci ho mai creduto, penso non esista); mi chiedo cosa ne potrà seguire ad un’affermazione che, per quanto fatta in via informale, è comunque pesante sul piano sociale proprio per la persona autorevole che l’ha pronunciata.
La violenza verbale è una cosa, quella fisica è ben altra. Si può ammazzare anche con un “semplice” pugno: è già successo. Se ci si ritiene offesi da una parola o da uno scritto, altro non si deve fare che procedere con una denuncia.
C’è poi, nel caso del giornale satirico francese, il fatto che in Francia non esiste il reato di blasfemia, quindi i giornalisti di Charlie Hebdo non hanno infranto alcuna legge del loro Stato, e questo è un elemento che sta sopra ogni altro aspetto.
Così come si può ridicolizzare un politico e la politica, non si capisce perché non si possa ridicolizzare un religioso e la religione. Su questa Terra nessuno deve essere intoccabile. In democrazia, poi, non vi possono essere privilegi o zone franche.

Campedelli Angelo (coordinatore Circolo UAAR di Verona).

mercoledì 7 gennaio 2015

CIAO STEPHANE, GRAZIE PER LA TUA TESTIMONIANZA


TUTTI UCCISI DALLA NOSTRA VIGLIACCHERIA 

Stéphane Charbonnier (in arte "Charb"), direttore e disegnatore del giornale satirico "Charlie Hebdo", mentre fa il gesto del pugno chiuso e mostra la copertina di un numero speciale con vignette satiriche su Maometto e sull'Islam.

Anche lui oggi è stato ucciso da "fedeli" musulmani, probabilmente infiltrati e supportati in incognito dai soliti Servizi Segreti del Capitale, sia per eliminare giornalisti scomodi che per fini ben maggiori di riorganizzazione geo-politica, come già successo nel caso dell'11 settembre.

Qui sotto il nostro video che avevamo pubblicato, in perfetta solitudine, nel settembre del 2012 e che contiene tra l'altro una intervista a Stéphane Charbonnier.


UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico

sabato 15 settembre 2012

INNOCENCE OF MUSLIMS - L'INNOCENZA DEI MUSULMANI. Dopo "Brian di Nazareth" a quando "Brian di La Mecca"?

"La pazzia, quando si diffonde come un'epidemia, viene chiamata ragione". (M.Jacobi)


Come già preventivato (vedere notizia precedente) tutte le poche notizie relative al film Innocence of Muslims prodotte dal circo dell’informazione mondiale, si stanno rivelando incomplete, manipolate o addirittura false. Di fatto per ora non si sa con certezza quanto duri questo film (pochi minuti o qualche ora), chi lo abbia scritto, chi lo abbia finanziato e chi ne sia il regista.

Da una parte ciò è giustificato dal fatto che chi ha partecipato alla realizzazione di questo film ha giustamente il diritto di mantenere un certo riserbo, se non addirittura una certa segretezza, per preservare la propria incolumità, visto quello di cui sono capaci alcuni fedeli islamici e i loro burattinai.
Dall'altra ciò è dovuto al fatto che la (dis)informazione borghese (Tv, giornali, riviste) non ha alcun interesse ad indagare ed esporre i fatti, ma solo a smerciare notizie preconfezionate e opportunamente manipolate, che rispondano alle cosiddette "linee editoriali", ovvero ai diktat dei proprietari, ovvero del capitale che propaganda solo e sempre ciò che gli garantisce il predominio.
A noi per ora non interessa chi abbia fatto questo film e perché. Interessa solamente che questo filmato esista e che esprima in qualche modo una satira e una denuncia contro Maometto e l’Islam, cosa che riteniamo, non solo legittima, ma assolutamente necessaria e doverosa. Se questo film è amatoriale o professionale, con sfondi naturali o fatti al computer, con attori bravi oppure pessimi, se è costato 50.000 dollari oppure 5 milioni di dollari, in questo frangente non ha la benché minima importanza.
A quelli che insistono su questi argomenti (come era stato fatto a suo tempo con le vignette danesi su Maometto nel 2006), arrivando persino a dire con macabra ironia che gli autori meriterebbero la morte per aver creato, a loro dire, un prodotto artisticamente tanto insulso, diciamo che sono argomenti, che denotano solo la vigliaccheria morale e la meschinità di chi li sostiene.
E' scontato che un film del genere abbia necessariamente dei grossi limiti e debba essere girato in maniera quasi clandestina. Quale paese sarebbe disponibile ad ospitare le riprese di un tale film? Quale attore, quale produttore, quale compagnia cinematografica, quale regista, quale sceneggiatore, più o meno famoso, sarebbe disponibile a girare un film che si occupasse di smitizzare e denunciare le malefatte di Maometto e dell’Islam? Praticamente nessuno, perché significherebbe la morte sicura oppure passare una vita intera di paura e terrore, sotto protezione, nascosti e senza più una vita pubblica e normale.
Fino a quando non si potrà scrivere un libro, un articolo oppure fare una foto, un quadro, una vignetta, un’opera d’arte oppure girare un film su Maometto e sull’Islam, simile per esempio a “Brian di Nazareth” dei Monty Python (che oltretutto è fin troppo tenero con la figura di Cristo e con il cristianesimo), senza temere per la propria vita, allora vorrà dire che l’umanità è ancora schiava della dittatura religiosa, emanazione diretta della dittatura del capitale che ha la necessità di tenere sottomesse le masse con l’azione di preti, rabbini ed imam e terrorizzarle con la minaccia della dannazione eterna, per poterle controllare, manipolare e sfruttare, mantenendo così tutti i propri privilegi. 
UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico

giovedì 13 settembre 2012

INNOCENCE OF MUSLIMS - L'INNOCENZA DEI MUSULMANI



Per quanto i professionisti del politicamente corretto (giornalisti, politici, intellettuali) di destra, di centro e di sinistra, si affannino da qualche decennio a mascherare la gravità del conflitto insanabile tra occidente borghese (ma pur sempre figlio della rivoluzione francese) e pensiero religioso, basta la più innocua e blanda delle espressioni di ironia e satira sull’Islam (ieri le vignette danesi oggi alcuni minuti di un film satirico sulla vita di Maometto) per riaccendere focolai potenzialmente esplosivi ed inarrestabili.

Questi pompieri della ragione vorrebbero far apparire normale il fatto che una società ultratecnologica e secolarizzata, possa convivere allegramente con chi tutte le domeniche si fa uno spuntino cannibalesco a base del corpo e del sangue di un personaggio immaginario di duemila anni fa o con chi pensa che alla fine della sua vita si ritroverà in paradiso con settanta vergini pronte a soddisfarlo, e in nome di questi deliri psicotici ha commesso e vorrebbe commettere i peggiori massacri.

Ma per quanto l’umanità sia ormai sul precipizio della follia collettiva, un minimo di buon senso e di contatto con la realtà è sempre presente ed ogni tanto prova a riemergere timidamente. Questa piccola fiamma va tenuta accesa a tutti i costi, alimentata e diffusa il più possibile, se non vogliamo soccombere (in tutti i sensi) ai sacerdoti della menzogna universale.

Per ora pubblichiamo alcuni brani di un articolo di “Repubblica.It”, solo per avere qualche indizio di base su questo episodio, ma con la raccomandazione di prendere tutte le notizie con beneficio d’inventario perché tutti i giornali borghesi, chi più chi meno, sono specializzati nel presentare gli eventi basandosi spesso solo sul lancio di poche agenzie di stampa che controllano l’informazione mondiale, senza verificare i fatti, omettendo dei dati importanti, amplificando quelli secondari o insignificanti, il tutto per mistificare, falsificare o manipolare le notizie. Appena possibile faremo un articolo attingendo il più possibile a fonti dirette od indipendenti.

“L'autore. Il trailer della pellicola Innocence of Muslims (Innocenza dei musulmani) è stato diffuso su Youtube da Morris Sadek, un egiziano di religione cristiana, che risiede negli Stati Uniti ed è conosciuto per le sue posizioni contro l'Islam. Secondo il Wall Street Journal lo sceneggiatore del filmato è Sam Bacile, un cittadino statunitense che descrive se stesso come ebreo israeliano. Nel trailer di 14 minuti, Maometto viene dipinto come un personaggio folle, imbroglione e donnaiolo che considera accettabili gli abusi sessuali sui bambini. Non mancano numerosi episodi in cui il profeta viene preso in giro. Bacile, 56 anni, lavora come agente immobiliare in California, e ha spiegato che a suo parere il suo film aiuterà Israele, perché fa vedere al mondo le imperfezioni dell'Islam. L'uomo si sta nascondendo da quando sono scoppiate le proteste. "L'Islam è un tumore, punto -  ha ripetuto più volte durante l'intervista - Il problema principale è che sono stato il primo ad aver presentato Maometto sullo schermo e questo li ha fatti impazzire. Ma dobbiamo aprire questa porta: dopo  l'11 settembre tutti dovrebbero essere portati davanti a un giudice, perfino Gesù e Maometto". Il regista ha ammesso che non si aspettava una reazione così furiosa. Bacile ha spiegato che per il momento ha respinto le offerte di distribuzione del filmato: "Il mio piano è di produrre una serie di 200 ore".

Il film. Il film di due ore è costato 5 milioni di dollari ed è stato finanziato grazie ai contributi di oltre cento donatori ebrei. Il film è stato prodotto nell'estate del 2011, con la partecipazione di 59 attori e 45 membri della troupe cinematografica. Finora è stato presentato per intero soltanto una volta in un cinema di Hollywood, rimasto quasi completamente vuoto.

I precedenti. Nel 2005 il quotidiano danese Jyllands-Posten pubblicò 12 vignette con caricature di Maometto, che scatenarono proteste nel mondo islamico. Per molti musulmani qualsiasi raffigurazione del profeta è proibita e blasfema."
[e chi se ne frega, aggiungiamo noi]

UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico

lunedì 19 aprile 2010

GLI AMICI DELLA CENSURA - La triste parabola discendente di un gruppo di anarchici


Nel febbraio del 2006 il sindaco del comune di Jesi Belcecchi, dopo velate minacce da parte di ambienti islamici locali, compiendo un atto di inaudita gravità, fece rimuovere dai vigili urbani le vignette satiriche sull’Islam da noi pubblicate. Non solo non ricevemmo nessun attestato di solidarietà, ma al contrario un incredibile attacco da parte degli anarchici jesini del “Centro studi libertari Luigi Fabbri”. Ecco l’articolo con cui allora rispondemmo agli anarchici. Ecco come desideriamo controcelebrare la farsa del 25 aprile all’italiana dove si potrà assistere alla bizzarra quanto ripugnante scena di un importante esponente dei Comunisti Italiani (consigliere comunale) tenere un gagliardetto sull’altare durante la messa (sic!) e poi all’altrettanto odioso spettacolo di anarchici, centro sociale TNT, Comunisti italiani e Rifondazione Comunista marciare assieme a militari e forze dell’ordine! Non c’è stata nessuna liberazione dal fascismo che invece è più presente che mai, perfino in gruppi sedicenti di sinistra (vedi articolo Storie di ordinaria follia anarco-fascista)!

Dove c’era il nostro manifesto sulle vignette islamiche, ora c’è n'è uno degli anarchici che, non paghi di avere una loro bacheca “privata”, hanno pensato bene di occupare anche quel poco spazio riservato alle altre associazioni.

Il titolo del manifesto degli anarchici: un
illuminante esempio di "militanza" da bar
dello sport, oltre che di vuoto politico.
Salta subito agli occhi il fatto che metà del manifesto è occupato da una foto con alcune carte da briscola: probabilmente avevano poco da dire e quindi si sono tolti subito il pensiero. Certo, eravamo sicuri che non avrebbero mai pubblicato nemmeno una delle vignette su Maometto, dato che per compiere questo gesto ci vuole una buona dose di coraggio e di coerenza, di cui gli autori del manifesto sembrano decisamente sprovvisti. In compenso sembrano dei veri buontemponi, visto che per una vicenda che ha causato morti, feriti e distruzione in ogni parte del mondo, hanno deciso di farsi una bella partitina a carte…

Il titolo del manifesto è questo: “Prenditela con i fanti, ma lascia stare i santi (?)”. Non è proprio una massima filosofica, ma un proverbio trito e ritrito, pescato nel calderone dei luoghi comuni più biechi. L’unica cosa degna di nota è quel punto di domanda che sta ad indicare di quale “audacia” siano capaci! Una presa di posizione veramente “netta e coraggiosa”…!

Mentre leggiamo, pensiamo: vedrai, loro che sono contro ogni Stato ed ogni autorità, ora perlomeno condanneranno senza mezzi termini la rimozione del nostro manifesto da parte del sindaco! E invece se ne vengono fuori con la frase: il sindaco “dovrebbe cercare di temperarsi maggiormente di coscienza politica e laica per non passare sempre da mero censore”. Lì per lì sgraniamo gli occhi e controlliamo di non aver letto per sbaglio la dichiarazione di un Ciampi qualsiasi… Invece sono proprio gli anarchici che, in sostanza, consigliano al sindaco di censurare con moderazione (magari un manifesto sì ed uno no): in questo modo, pur agendo come ai tempi del Minculpop, perlomeno non ci fa la figura del clerico-fascista!

Una delle vignette da noi pubblicate
Ora ci aspettiamo di tutto! Ed infatti per ben due volte gli autori sottolineano che “le vignette erano decisamente brutte”, il che è non è affatto vero e comunque non c’entra nulla, altrimenti qualcuno potrebbe affermare che le vignette che gli anarchici pubblicavano ai tempi dei Meeting anticlericali, erano brutte e quindi potevano essere censurate. In realtà è solo un modo furbesco e gaglioffo per sostenere una nuova tesi sulla satira: le vignette si pubblicano solo quando piacciono a noi! (A NOI!)

Poi, anche loro si esibiscono nella frase più gettonata del momento: “le reazioni dei musulmani sono veramente sproporzionate”, come a dire che se un giornale danese pubblica delle “brutte vignette”, per rispetto del senso estetico di certi islamici è permesso incendiare ambasciate e negozi, aggredire degli occidentali, al massimo fare qualche ferito, senza però arrivare agli omicidi …

Non ci viene nemmeno risparmiata un’altra allegra favoletta (molto in voga in questi giorni tra rabbini, vescovi e imam) e cioè l’equiparazione tra i fondamentalisti islamici e chi pubblica o difende le vignette: “c'è modo e modo di essere atei o fedeli, senza che questo sfoci nell'integralismo dell'una o dell'altra parte…altrimenti ci si erge solo a difensori intransigenti e fanatici di una chiesa o di una non-chiesa”. Insomma noi, al pari di certi musulmani, saremmo integralisti e fanatici, gente “pericolosa” perché ci permettiamo di sostenere che le religioni sono la follia dell’umanità, il prodotto dello sfruttamento e dell’oppressione sull’uomo e che dobbiamo liberarcene al più presto, pena l’autodistruzione! Ma che modi! – sembrano dire gli anarchici – un battesimo o un’ave maria non ha mai fatto male a nessuno! Che male potrebbe mai farci una piccola fatwa o un po’ di sharia?

Un'altra delle vignette "incriminate"
Ed ora, tenetevi forte, il botto finale: “è un fatto positivo che i rappresentanti locali delle donne e degli uomini di fede mussulmana si sono fatti sentire perché si sono sentiti offesi nelle loro persone” (sic! sic!). Non crediamo ai nostri occhi! Per gli anarchici è positivo il fatto che alcuni islamici si siano lamentati ed abbiano chiesto ed ottenuto la rimozione del nostro manifesto! Ma quale conclusione si può trarre da una frase del genere? Semplicemente che gli anarchici jesini sono diventati i sostenitori dell’intimidazione, della censura più ripugnante e della repressione violenta del diritto di satira!

Ma che anarchici! Nemmeno borghesi illuminati! Ma che libertari! Nemmeno liberali! Ma che rivoluzionari! Gente piccola piccola, pavida e amante della vita tranquilla, come la quasi totalità dei partiti e delle associazioni jesine, rimaste in un silenzio colpevole, complici del sopruso politico, dell’oscurantismo e del fanatismo religioso. Un silenzio che pagheremo molto caro nei prossimi decenni. Tutti.

Jesi – Febbraio 2006

(Associazione Libero Pensiero “Giordano Bruno", poi divenuta UAACS)

(tra breve nuovi contenuti nel sito http://www.antireligione.org/)

domenica 19 luglio 2009

MI SCUSI, PER TROVARE DIO? DOMANDÒ IL PICCOLO MAIALINO…

Michael Schmidt-Salomon & Helge Nyncke
"Mi scusi, per trovare Dio?", domandò il piccolo maialino. Un libro per tutti quelli che non se la bevono
"Pensi al deprimente contrasto tra la radiosa intelligenza di un bambino sano e la debolezza intellettuale dell’adulto medio. E’ proprio possibile che una parte notevole di colpa in questa relativa atrofia l’abbia l’educazione religiosa". (Sigmund Freud, L’avvenire di un’illusione)

Non esiste crimine più odioso dell’indottrinamento religioso dei bambini. Vedere un bambino, nel corso degli anni, passare dalla gaia spontaneità, spensieratezza, impudenza dissacrante e serena non curanza delle convenzioni borghesi, alla cupezza, autocensura, senso di colpa e artificiosità di pensiero indotta dal martellamento religioso, è la cosa più deprimente e triste a cui si possa assistere.

I genitori, i parenti, gli insegnanti, gli amici, i mass media e i professionisti della menzogna (il clero), concorrono più o meno consapevolmente a questo crimine trasformando un essere umano normale (un cosiddetto “ateo”), che non conosce e non ha nessun bisogno di dei, santi, paradisi, inferni, miracoli e preghiere, in un essere in-umano (un cosiddetto “credente”) che ha rinunciato alla propria finitezza, alla propria appartenenza alla natura, per abbracciare la follia e la menzogna di una illusoria eternità. 

Cercare di rimediare a questa spaventosa mattanza del pensiero e della coscienza, è un’impresa titanica, ma si deve iniziare. Per prima cosa non bisogna essere gli aguzzini dei propri figli e quindi è assolutamente necessario non battezzare, non comunicare, non cresimare, non scegliere l’insegnamento di religione nelle scuole per i propri bambini.

Sembrerebbe una cosa ovvia, ma quanti genitori sedicenti atei, comunisti, anarchici, “progressisti”, ecc., abbiamo visto spingere i propri figli verso le fauci divoratrici della Chiesa Cattolica, condannandoli irrimediabilmente al cancro della fede?

In secondo luogo è vitale proteggere i bambini - soprattutto bandendo la televisione dalla loro vita - dagli assalti continui e soffocanti della pervasiva propaganda consumistico-religiosa, rafforzando il naturale buon senso e spirito pragmatico di ogni bambino, a cui non verrà mai in mente di parlare di dio o di vita eterna, a meno che qualcuno non abbia già provveduto a fargli il lavaggio del cervello.

Questo libro è sicuramente uno strumento indispensabile per raggiungere tale obiettivo, ma siamo solo all’inizio: si tratta probabilmente della prima pubblicazione del genere.

Discorso diverso per l’Unione Sovietica (e in seguito per gli altri paesi socialisti) dove questo tipo di pubblicazioni erano diffusissime fin dal 1918, anche sotto forma di spettacoli e rappresentazioni teatrali, con buona pace di tutti gli analfabeti pappagalli della denigrazione antisovietica, lo sport più imbecille e diffuso a livello mondiale.

Ma questo racconto per bambini, nato in Germania, ha rischiato ben presto di sparire dalla circolazione per l'opera zelante di Ursula von der Leyen (Cdu), ministro tedesco "per la Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani", che ha cercato in ogni modo di far ritirare il libro dal commercio con l'incredibile motivazione che avrebbe potuto provocare il "disorientamento etico-sociale dei bambini e dei giovani” (sic!).

Ha! Meraviglie delle “democrazie liberali”, ovvero delle dittature capitalistico-clerical-borghesi!

Sono letteralmente terrorizzati da “innocui” fumetti per bambini, mentre sottopongono i propri figli, tutti i giorni e a tutte le ore, a spettacoli televisivi, mode e valori, insulsi, degradanti, violenti, religiosi, semipornografici e criminali, preparando i corrotti, cinici, immorali, irrazionali e nichilisti adulti-mostri di domani.

UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico

(tra breve nuovi contenuti nel sito http://www.antireligione.net/)

venerdì 6 febbraio 2009

RELIGIOLUS

Finalmente un film che affronta a viso aperto e senza ipocrisia un tema sempre più tabù, anche a causa della vigliaccheria, miseria intellettuale ed autocensura di quella schiera infinita di “democratici”, “pacifisti”, pseudocomunisti, libertari, anarchici, autonomi, noglobal, ecc., che non hanno mai avuto il coraggio di chiamare e combattere le religioni per quello che sono: una ridicola quanto tragica follia collettiva, dimostrazione di quanta strada debba ancora fare l’umanità per arrivare all’età adulta ed accettare l’idea della morte.

Chiara ed inequivocabile la locandina del film:

1. La scimmia che si copre gli occhi (“Non vedo”) rappresenta l’ebraismo ed indossa il caratteristico cappello nero a falde larghe, le lunghe treccine e il ciondolo con la stella di David.

 2. La scimmia che invece si tura le orecchie (“Non sento”) rappresenta il cristianesimo ed indossa il classico copricapo liturgico (la mitra), l’anello e la collana con la croce.

 3. Infine la scimmia che si tappa la bocca (“Non parlo”), rappresenta l’islamismo ed indossa il tipico berretto a calotta ed una catenina con il simbolo della mezzaluna e stella.

 Se non fosse per l’ulteriore offesa che si arrecherebbe alle scimmie, si potrebbero rappresentare con esse tutte le altre religioni: Induismo, Buddismo, Testimoni di Geova, ecc. o la miriade di pratiche parareligiose, esoteriche o orientaleggianti come Satanismo, Scientology, New Age, Massoneria, Superstizione, Astrologia, Reiki, Theta, Yoga e via delirando.

Nella foto la locandina del film “Religulous” (titolo originale), fusione delle due parole inglesi "religion"(religione) e "ridiculous" (ridicolo).

UAACS - Unione per l’Ateismo Antireligioso e il Comunismo Sovietico